lunedì, novembre 01, 2004
Festival dei cantautori a Sanremo, premiati anche Mannoia e Lou Dalfin
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Bersani incoronato al «Tenco»
Satira degli Avion Travel su Berlusconi con un brano dei Cetra
DAL NOSTRO INVIATO SANREMO - Tema: la canzone d’autore. Autore: Samuele Bersani, dominatore del Premio Tenco 2004 che si è concluso ieri a Sanremo. «E’ un genere che ha i suoi detrattori: qualcuno fa gesti scaramantici se gli citi i cantautori - dice il vincitore delle targhe al miglior album e alla miglior canzone dell’anno -, ma non dovrebbe essere un termine snob. La mia definizione? Un regista che gira in metrica invece che in pellicola, uno che ha un racconto dietro, un cantastorie. L’emblema è De André: "Bocca di Rosa" è il massimo, una filastrocca che diventa canzone d’autore". Concorda Peppe D’Argenzio, sassofonista della Piccola Orchestra Avion Travel, ospite della serata finale. «Siamo tutti orfani di De André. Dobbiamo combattere perché questo, come altri generi di musica alta, possa essere di massa e vincere i pregiudizi che lo catalogano come elitario». E per vincerli ben venga una rassegna che - nello stesso Teatro Ariston che fa da casa al Festival di Sanremo - presenta altre facce, molto diverse, della musica italiana: Antonello Venditti e Roberto Vecchioni, Fiorella Mannoia (miglior interprete dell’anno) e Caparezza, Lou Dalfin (miglior album in dialetto) e un pugno di promettenti esordienti. Tutti uniti nel nome di Virgilio Savona, ex quartetto Cetra oggi 84enne, al quale è dedicata la rassegna. Ieri la serata conclusiva, appunto. Assente - causa influenza - Pino Daniele. Il primo dei mini concerti è di Stefano Vergani, premio Siae come autore emergente. Un intervento di Leonardo "Fluuuuoooro" Manera, comico di Zelig, quindi Petra Magoni che in duo con il contrabbassista Ferruccio Spinetti spoglia pietre miliari del pop e della classica per poi rivestirle con la sua voce straordinaria: chi non c’era non si perda i tre speciali tv che Raidue manderà in onda i prossimi tre sabati attorno a mezzanotte. Il testimone passa quindi agli Avion Travel: «Sgobba troppo, Cavaliere/ di giorno in borsa vuol giocar/ con gli avvocati vuol cenar/ e un buon bilancio sognar» canta Peppe Servillo. E ancora: «Getti via la giacca, la cravatta, si dimetta, per favor!». Un’ironica presa in giro di Silvio Berlusconi, Cavaliere per eccellenza? «Ogni riferimento al presidente del Consiglio è puramente voluto» spiega Servillo. La vera sorpresa non è però la "svolta" politica degli Avion Travel, ma l’età della canzone. «Troppi affari, Cavaliere», questo il titolo, è datata 1954: testo di Tata Giacobetti e musica di Virgilio Savona. «Il Quartetto Cetra prendeva in giro la tipica figura di imprenditore brianzolo ed è ancora molto attuale: mi riferisco a figure di imprenditori che oggi governano il Paese, ma anche la politica ha quel codice genetico. Non siamo polemici: è una constatazione di fatto». Dopo la loro esibizione sul palco, è stato il turno di Pietra Montecorvino con il suo "padrino" Eugenio Bennato, impegnati nell’innestare tradizione napoletana e world. Quindi, pieno di applausi per Fiorella Mannoia. Finale con tutti sul palco per cantare «Nella vecchia fattoria». Dice Bersani: «Qui ho trovato esperienze diverse che possono stare insieme benissimo: la canzone d’autore non è una riserva indiana».
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| Andrea Laffranchi |
 Spettacoli
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