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lunedì, novembre 01, 2004
 

Da Repubblica.it

Al club Tenco premio per il miglior album e canzone
Era successo solo a De Andrè e Conte
La strana dedica di Bersani
"Alla peggiore televisione"

Attacca Studio Aperto, Costanzo, la De Filippi
"Mescolano realtà e finzione, mettono i dolori in piazza"
di LUIGI BOLOGNINI

 
 

SANREMO - Salire sul palco del Club Tenco, il tempio della canzone d'autore italiana, e ricevere la targa per il miglior album ("Caramella smog") e per la migliore canzone ("Cattiva") è un evento da festeggiare in un modo speciale. Ad esempio dedicando la vittoria non alla mamma o alla fidanzata, ma "al peggior tg italiano", come ha fatto ieri sera Samuele Bersani.

Perché nel momento del trionfo le è venuto da pensare a Emilio Fede?
"Guardi che il peggior tg italiano è "Studio Aperto". È stato una fonte di ispirazione unica per "Cattiva", per la sua capacità di mischiare i peggiori casi di cronaca nera e le migliori tette della Costa Azzurra. Certi accostamenti va benissimo se li fa "Blob", non se li fa un telegiornale, che non può trasformare qualunque cosa in finzione, in puro spettacolo. Per questo canto versi come "Chiedi un autografo all'assassino, guarda il colpevole da vicino, chiedigli l'autografo, l'adesivo". Metto tutto in grottesco. Ma neppure troppo, temo".

Grottesco, appunto. Il suo ultimo disco è sulfureo, acido, fin dal titolo. Lei che scriveva cose delicate tipo "Replay" o "Giudizi universali".
"Mi piace cambiare sempre. Ora avevo l'urgenza di dire certe cose sul mondo che mi circonda, di fare un disco se vogliamo dire così impegnato, anche se non con la noiosità e la malinconia di certa canzone d'autore. Adesso penserò a qualcos'altro di totalmente diverso".

La doppietta al Tenco era riuscita finora solo a De Andrè e a Paolo Conte. Adesso c'è lei, consacrato a soli 34 anni.

"Non mi sembra vero. Devo avere rischiato il collasso, nei primi minuti sul palco. C'ero già stato a 21 anni, che non avevo ancora fatto un disco. Ma ero giovane, e quindi incosciente, quasi sbruffone. Invece adesso che sono un adulto sono pieno di insicurezze. Come gli adulti, che infatti vanno dallo psicanalista molto più dei ragazzi".

Sia il Tenco che il Festival di Sanremo si svolgono nello stesso teatro, l'Ariston. Ma quanto cambia il palco?
"Come dalla notte al giorno. Molto peggio Sanremo, per tutto il contorno. Cioè per le trasmissioni del pomeriggio. Nel 2000 il vero stress è stato sfuggire a Cucuzza, non cantare al Festival".

Ce l'ha davvero con la tv.
"È che credo che stia trasformando i ragazzi in cose diverse, indefinite, indefinibili e inquietanti. Soprattutto Costanzo e la De Filippi. Cosa deve pensare un ragazzino che cresce e che ha ancora una capacità di giudizio etico tutta in formazione? Che conta solo mettere in piazza i dolori e se stessi, vendersi".

Però lei in fondo la sua immagine l'ha sfruttata, quand'era alle prime armi.
"Molti mi ritengono bello. Io credo solo di avere gli occhi verdi. Per dire, non faccio esercizio fisico dal 1984 quando mi sono rotto gli occhiali con un bagher giocando a pallavolo. Soffrivo come un cane a essere considerato solo per il mio aspetto, altroché. E nessuno ascoltava le mie canzoni con attenzione, mi pigliavano per un clone italiano dei Take That. Le ragazzine ai concerti mi lanciavano i peluche sul palco, e io glieli ributtavo indietro. Facevo una cosa orribile, ma non avevo alternative. Per fortuna ne sono uscito".

Con la tv il rapporto è quel che è. E col computer?
"Ottimo e abbondante. Anche se meno abbondante di una volta: un paio di anni fa ho avuto un blocco vertebrale da errata postura da computer, tanto ci stavo seduto davanti. Per fortuna il fisiatra mi ha sbloccato e mi ha messo a dieta di informatica".

Pc o Mac?
"Che domande, Mac. Da sempre. È poco usato rispetto al Pc, ma il computer è come una donna: se ti pianta all'improvviso è una tragedia. E col Mac non mi è mai successo".

Lei ha un sito che è tra i più visti del panorama musicale italiano.
"Sì, www. samuelebersani. it, fa in media sui 400mila contatti al mese. E ho anche una casella di posta personale, sabers@tin. it che leggo solo io. Non sempre posso rispondere, purtroppo, ma nei giorni di magra mi arrivano 30 e-mail, se ho fatto un concerto o un disco anche 500. È impossibile scrivere a tutti".

Usa molto internet per ispirarsi?
"Pochissimo. Preferisco Televideo, perché ha un linguaggio sintetico. Internet ha un po' il rischio di farti arrivare casualmente in un posto, come un viaggio con gli occhi bendati. E non sai cosa trovi. E siccome puoi chiedere qualunque cosa, puoi avere come risposta qualunque cosa".

Degli Mp3 cosa pensa?
"Anzitutto benedico l'arrivo di I-tunes per la sua comodità. Sa, io sono del 1970, di una generazione a cavallo delle rivoluzioni tecnologiche, il mio primo disco è uscito anche in vinile. Sono aperto a ogni innovazione. Però un conto è scaricare la mia arte riconoscendo la mia creatività, un conto è aprirmi il frigo e saccheggiarmelo. Spero che almeno queste novità servano a rendere noi cantanti più indipendenti dalle case discografiche, che si stanno rovinando con le suonerie dei cellulari e neppure se ne accorgono".









































postato da Stefania_Schintu | 00:53 | commenti


Stefania Schintu