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lunedì, maggio 31, 2004
 

CERCASI FANS DI SAMUELE BERSANI A MILANO PER PROGRAMMA RADIOFONICO!!
Alta Fedelta' il nuovo programma di Radioinblu Una settimana per Caramella Smog. Da lunedì 31 maggio a venerdì 4 Giugno si fara' un viaggio intorno a "Caramella Smog", intervistando tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione del disco. Si parlera' con Roberto Guarino, Pietro Cantarelli e tanti altri. L'intervento dei fans è molto importante per gli interventi, al punto da dedicare loro un'intera puntata, quella del giovedì (3 Giugno). Ovviamente sara' anche possibile telefonare in studio e di lasciare messaggi per Samuele, ma il giovedì sarete voi i veri protagonisti. Inoltre i responsabili del programma vorrebbero ospitare 5 o 6 fans in studio. L'orario del programma è dalle 18.15 alle 19.

Gli studi sono in Piazza Carbonari 3 a Milano (palazzo Avvernire 7°piano).

Email: p.desimone@radioinblu.it Paola De Simone la condutrice (http://paoladesimone.splinder.it), SMS 33393.85.163 per messaggi, numero verde 800366760 per chiamate dirette. La radio trasmette il programma anche via internet su www.radioinblu.it dove inoltre potrete scoprire la frequenza della vostra città.


postato da monicasilva | 00:14 | commenti (1)


venerdì, maggio 28, 2004
 

Si cercano fans di Samuele su Milano... mandatemi una mail con estremi e numero di telefono per contattarvi più velocemente! Un bacio,

Stefania

postato da Stefania_Schintu | 12:16 | commenti


mercoledì, maggio 26, 2004
 
INTERVISTA A BERSANI Da Il Giornale di Oggi-Avvenire Domenica 16 Maggio 2004

MUSICA E PAROLE

«È vero: ho accettato che uscisse una mia biografia ma perché nel frattempo sono molto cambiato»

Bersani: «Cantautori non fate più romanzi»

Parla l'artista: «Ligabue e Guccini scrivono belle cose, gli altri fanno romanzi per calcolo. La crisi della musica? Tutta colpa dei troppi dischi brutti che facciamo»

Di Massimo Iondini

In principio era Guccini. Poi a scrivere libri in questi ultimi anni ci hanno pensato un po' tutti, da Ligabue a Dalla, da Jovanotti a Carboni. «Anch'io stavo scrivendo un romanzo. Il protagonista raccontava Stromboli e il terrore di salire sul cratere. Poi il vulcano è esploso per davvero, così a metà libro ho lasciato perdere. Meglio, perché non mi convincono i cantautori che diventano romanzieri. E ora ce ne sono davvero troppi». Eppure anche Samuele Bersani è appena finito sugli scaffali delle librerie con una biografia, Samuele Bersani. Chiedi un autografo all'assassino, scritta da Marco Ranaldi.

Bersani, perché ce l'ha così tanto con i colleghi cantautori che diventano scrittori?

«Perché solo Guccini e Ligabue hanno ancora qualcosa da dire. Gli altri mi sembra che facciano solo incursioni un po' furbesche senza lasciare tracce».

A chi si riferisce?

«Non faccio nomi, non è nel mio stile. Comunque è facile vedere quanti libri di cantautori sono usciti proprio in concomitanza con la pubblicazione del cd o l'inizio del tour».

Lei non si è mai prestato a operazioni di marketing?

«Qualche compromesso in passato l'ho accettato anch'io. Ma ora non più. Anche per questo, per esempio, mi si vede poco in televisione».

Ma la invitano?

«Certo, e mi rendo anche conto che un po' più di visibilità non mi nuocerebbe. Ma di questa tivù, tranne Fiorello, mi fa orrore quasi tutto. La verità è che troppi artisti non hanno più coraggio di dire no a certe proposte».

A cos'altro si riferisce?

«Per esempio, a certi grandi cantautori degli anni 80 che fanno soldi con le loro canzoni trasformate in suonerie dei cellulari. Si sono comprati ville ovunque, barche, hanno goduto del momento d'oro del pop. Dovrebbero mettersi una mano sulla coscienza».

Ma è tutta colpa della crisi del mercato discografico...

«Non credo. È vero che si vende poco, ma è altrettanto evidente che si fanno brutti dischi. Noi cantautori dovremmo invece scrivere canzoni solo quando abbiamo davvero qualcosa da dire. Oltretutto abbiamo il privilegio della sintesi: dire tutto quello che vogliamo in quattro minuti, senza inutili lungaggini. È questa la magia della canzone, il mix perfetto di suoni e parole».

Che cos'è per lei la parola, visto che ora è arrivato anche nelle librerie?

«La parola fa la differenza tra gli esseri umani e gli altri esseri viventi. La capacità di chi scrive libri o canzoni sta nel renderti interprete della storia che racconta. Io, per esempio, amo molto il linguaggio allusivo e figurato. Ha ragione Roberto Roversi quando dice che la metafora è l'ombra cinese delle passioni».

Lei che è così schivo, perché ha accettato una biografia?

«In effetti mi imbarazza un po' raccontarmi. E l'autore lo sa, visto che dalle prime interviste a oggi sono passati tre anni. Anzi, confesso che l'80 per cento di quello che ho detto di me risale a prima dell'attacco alle Twin Towers. Da allora il mondo è cambiato. E anch'io».
(Per il file pdf di questa intervista, scaricate dalla pagina salla stampa del sito di Samuele Bersani)

postato da monicasilva | 15:33 | commenti
 


APPUNTAMENTI ESTIVI PER SAMUELE BERSANI

Manca poco ormai ormai, siamo solo in attesa della comunicazione ufficiale del calendario organizzato dall'agenzia Cose di Musica per l'estate 2004. Ci sarà una bellissima sorpresa per quanto riguarda Samuele sul palco e un calendario fitto di appuntamenti. Grazie a tutti voi che fedelissimi attendete qualsiasi comunicazioni e per tutte le vostre mail! Grazie a Roberta C che ha scritto la mail del post precedente raccontandoci le sue emozioni e piccoli particolari che a qualcuno è sfugito della vita pubblica di Samuele. Quindi l'appuntamento è a tra qualche giorno per la pubblicazione di tutte le novità!

postato da monicasilva | 14:47 | commenti


venerdì, maggio 14, 2004
 
Beccato il Samu giovedì 6 maggio, su radio 2 Rai, ospite di L. Scoles ad Atlantis tra le 16.30 e le 17.00.

Ha pubblicizzato il libro e mi sono convinta che non è la solita pizza biografica(ho letto che l’autore studia musicoterapia…interessante) .

Ha sostenuto che non è d’accordo sul fatto che un cantautore debba fare tutto (oooh yeaaa)…lanciando, forse, una piccola radio-freccia, a qualcuno.



Ha parlato di tante cose e sono riuscita a divertirmi.

Come spesso accade, la radio e i personaggi che la abitano, mi stimolano i pensieri, così che mi pare di avere un albero in testa, da quante ramificazioni e collegamenti, partono anche da una singola parola. Una sorta di raccolta di “carte semantiche”. Si, quei sistemi di raccolta dati, che da una frase, si arriva a fare il giro del mondo, da quante cose vengono fuori…

Spero non legga questo goffo tentativo di spiegarle, chi me le ha insegnate.

Per esempio, quando insieme allo scrittore intervistato, Bersani ha parlato circa la durata di una canzone e la necessità di farci stare dentro “tutto”, mi è venuto a memoria Massimo Troisi che in uno speciale, insieme a Pino Daniele, parlando del rapporto durata canzone e contenuti,

ha detto:” Un cantautore basta che soffra due giorni, poi fa una canzone di 3 minuti ed è a posto…Ma io per fare un film di due ore aggia da soffrì da quando ero piccolo!”.



Credo sia uno dei giochi più belli del mondo, quello di far crescere il proprio albero in testa, intendo. Questa apertura di file, senza confini.

Senza dimenticarsi delle “radici”, altrimenti al primo colpo di vento parte la chioma e si inizia a fare gli “strani”…eeh, eeh, eeh.



Che meraviglia, sentire il brusio del Salone del Libro, in sottofondo, mi ha quasi teletrasportata là(…io sono Alexia Galaxia…).

Tanto ci ha pensato la puntatona di Report, alla sera, a riportarmi, salda e pesante, sul divano di casa!



“il destino di un vip” è stata la prima canzone che ho sentito di Caramella Smog, trasmessa in anteprima, dalla soprascritta stazione radiofonica, il giovedì prima dell’uscita del cd, avvenuta di venerdì. Stavo facendo la spesa e nonostante stessi imbustando le bistecche, mi aveva colpita, per la musica e le parole ( è una canzone…), orecchiabile, immediate…ero pure andata in uno di quei momenti in cui ti ritrovi, per un motivo o per l’altro, fra le mani quei giornalini estivi, pieni di “foto” con didascalie assurde, che raccontano i fattacci degli altri…ma da cui fatichi a staccartene, sempre per un motivo o per l’altro!



Spero Samuele vada alla trasmissione di Paoletta Cortellesi a promuoverlo(ma pure da Fiorello, da Fazio, da…).



“Si può spegnere ogni tanto il cervello, smettere almeno di usare solo quello!”. Canta il Vasco dall’ultimo cd che gira sul lettore…



Così oggi è uscito il Librino, amici di Torino che l’hanno visto hanno detto che è piccolino, da leggersi tutto d’un fiato!

Buona lettura a tutti…

RobertaC
















































postato da Stefania_Schintu | 18:00 | commenti (5)


giovedì, maggio 06, 2004
 

Ricordo a tutti i girellini che la presentazione del libro avverà OGGI nello stand della Casa Editrice www.editricezona.it

 

 

vi aspetta alla fiera del libro di torino
6/10 maggio 2004 - padiglione 1 stand D34

 


postato da Stefania_Schintu | 10:14 | commenti (4)


sabato, maggio 01, 2004
 

samuele bersani
chiedi un autografo all'assassino
 
di Marco Ranaldi, con un'intervista esclusiva a Samuele Bersani
e un intervento di Gianfranco Baldazzi. Foto di copertina di Monica Silva
ZONA - pp. 144 - euro 13,00 - ISBN 88 87578 78 8
Aminoacidi. Libri per Musica d'Autore, una collana diretta da Lorenzo Coveri

Figlio di "un Pink Floyd di Cattolica", di un flautista che "ha dedicato tutta la sua vita al rapporto tra uomo e suono", ascoltava Segovia sul seggiolone. E' stato svezzato tra un corso di musica barocca e uno di musicoterapia. Tra i primi ricordi, concerti di Conte, Jannacci, Battiato, e di certi sperimentalisti che piacevano tanto a mamma e papà. A cinque anni, fu buttato su un palco con gli Inti Illimani a cantare "El pueblo unido". Dagli otto ai quindici, prese lezioni di pianoforte a Rimini, dal Maestro Speranza, esigente da panico. Il primo disco che acquistò con la paghetta fu "Zerolandia" di Renato Zero. Aveva la fissa delle colonne sonore degli sceneggiati tv: “Joe Petrosino”, “La Baronessa di Carini”, “Il segno del comando”... Figlio unico, non avendo mai praticato sport a livello agonistico, non avendo mai avuto il motorino, disponendo solo di alcuni strumenti e di un grande talento, musicale e linguistico, cosa poteva fare nella vita un ragazzo come Samuele Bersani? Canzoni, niente altro che canzoni.
Marco Ranaldi ci guida – attraverso testi e parole e una ricca intervista – sulla strada che ha trasformato un "fenomeno teenageriale" in un autore di grande raffinatezza e successo.   

In Samuele Bersani. Chiedi un autografo all'assassino di Marco Ranaldi (ZONA, pp. 144, euro 13 - Collana "Aminoacidi", diretta da Lorenzo Coveri) c'è il ritratto di un enfant prodige che ha voluto smettere in fretta i panni dell'enfant - figlio di "un Pink Floyd di Cattolica", coccolato dal mercato e dalle giovanissime fans  - per prendersi tutta la libertà e responsabilità delle proprie scelte creative.
 
Aveva solo vent'anni, Samuele Bersani, quando un pomeriggio si presentò a Lucio Dalla - al check di un concerto - con un registratorino in mano. Voleva fargli sentire una canzone. "Dalla quasi si commosse e mi chiese se l’avessi scritta veramente io, un po’ come mio padre con i miei temi di italiano!".





postato da Stefania_Schintu | 22:54 | commenti (2)


Stefania Schintu